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Ci sto provando

A volte vorrei piangere per liberarmi di un peso che non risco a capire se sia positivo o negativo. Me ne vorrei semplicemente liberare. E non ci riesco.E non sarebbe comunque una liberazione vera. Vivo un periodo di estrema irrequietezza e dolore. Non riesco a vivere normalmente una vita che che normalmente mi pone problemi, questiti, interrogativi, prove. Tutto estremamente normale.Gli incontri con gente più o meno mediocre, le aspettative tradite, i progetti che si realizzano e quelli che falliscono, Tutto come deve andare esattamente nella vita di un essere umano. Sta di fatto che evidentemente io non mi concedo il lusso di essere un essere umano. E mal sopporto quest'altalenante oscillazione di stati d'animo, di vicende, di questioni banali quanto emotivamente strazianti. Umanità: ma cosa sono io per sfuggire a tutto questo? Pecco di presunzione etrema. O pecco di sottovalutazione estrema, non ho ancora ben capito. Entrambe le cose sanno tanto di scusa poco dignitosa per una fondamentale inettitudine alla vita.
Ma come risolvere questa lacuna abissale se non nella ricerca di una qualche forma di scorciatoia? Nell'ottenebrare la mia coscienza io cerco la via d'uscita da questo terribile groviglio di sensazioni. Inutilmente, manco a dirlo. Io sorrido. Io cerco l'oblio nel sorriso.
E mi condanno per questa mia forma di infantilismo spaventosa, poco dignitosa, dopotutto.
E mi umiliano le parole sagge di chi mi sta accanto, mi sento un giullare stanco, o peggio un saltimbanco triste. Una sorta di jocker dal sorriso soltanto dipinto. Sorrido sempre troppo. Da una vita. Per torgliermi d'impaccio. Se solo avessi il coraggio di far vedere al mondo il mio volto vero...forse sarebbe anche meno dignitoso di questo sorriso stanco che mi trascino.
Guardate dietro il sorriso stanco e distorto della vostra amica, amici miei, voi che sapete vedere con occhio limpido il mio cuore. E amatemi così come sono, una povera donna ( perchè oramai lo sono) sola e spaventata da tutto e da tutti ma con la famelica voglia di sopravvivere ancora un attimo, ancora...per vedere come andrà a finire.Perchè io vi amo. Sul serio. Amo le vostre debolezze come i vostri punti di forza. Amo il vostro volto e il vostro calore, così come le vostre parole. Per voi io vivo. Per amare ancora chi meravigliosamente mi si schiude davanti come un fiore stupendo.Sincero.
Mi basterebbe solo che chi dice di volermi in modo speciale in realtà non mi desideri soltanto come un bell'oggetto da collezionare, mi basterebbe sapere che della mia estrema debolezza non si stia approfittando nessuno, per essere un po' più tranquilla. Ma non va così,non va così nella vita. Tutto il mondo soffre, tutti gli esseri umani lottano per la sopravvivenza. Chi sono io per tirarmene indietro? Una sottospecie di bambina viziata, che non sopporta mai che si debba lottare tanto per ottenere poco...Ho schifo e vergogna di me. Estremo disgusto.
 Io sono in pericolo, non so se si vede. Ma lo sono. Non vorrei dirlo a nessuno, per non recare troppo disturbo...ma è come se inconsciamente io volessi cercare qualche freno alla mia irrefrenabile voglia di farmi del male. Di punirmi, per non riuscire a barcamenarmi in modo dignitoso in tutto  questo. Punirmi, annientarmi, distruggermi, annullarmi. Ridurmi ai minimi termini.
Manco troppo inconsciamente, alla fine, mi creo un buon freno, per evitare il peggio. Ho ancora un barlume di raziocinio, per fortuna, o purtroppo, chi può dirlo.
Non voglio lasciarvi, amici miei. Non voglio lasciare questo mondo,anche se non ho ancora ben chiaro come rimanerci sopra senza scivolare sempre e sempre...in un lentissimo e inesorabile scivolare. Io ci sto provando. Beh... sì. 
Anche stanotte forse, ci sto provando.

Pubblicato il 2/6/2010 alle 4.53 nella rubrica Diario.

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